lunedì 19 marzo 2012

Vivere O Niente in uscita il 20 Marzo - Ultimo album della collana "Vasco Manifesto".

CD in uscita il 20 Marzo con Corriere della Sera e Sorrisi e Canzoni TV

"Vivere o Niente" non è soltanto l'album più venduto del 2011, ma anche l'album più venduto dal 2009 fino ad oggi!
Finalmente, dopo lo straordinario tour europeo di un anno in arene al chiuso (48 concerti sold out per il “Europe Indoor Tour”, svoltosi dal 5.02 al 18.10.2010) e dopo ben tre anni dall’ultimo disco (“Il Mondo Che Vorrei”, 2008), esce il nuovo, attesissimo album di Vasco Rossi.
Registrato tra Bologna e Los Angeles, esce il 29 marzo 2011 e il titolo del suo sedicesimo lavoro in studio è perentorio: “Vivere O Niente”.
Anticipato di quasi due mesi e ufficialmente promosso dal singolo “Eh… Già”, l’album trova un’accoglienza entusiasta e un riscontro strepitoso fin dal suoprimo giorno di vendita: un successo come non si era mai visto prima in Italia, soprattutto in un periodo di grave crisi per il mercato discografico. L’album scala immediatamente la vetta di ogni classifica, battendo tutti i record.
Per quanto riguarda l’aspetto musicale, questa volta Vasco ha fatto davvero le cose in grande: oltre ad avvalersi dei suoi migliori collaboratori storici come Tullio Ferro, Gaetano Curreri, Guido Elmi, Roberto Casini e Andrea Righi, ha chiamato a raccolta anche molti tra i migliori musicisti del mondo, sia italiani che stranieri, da Tim Pierce a Dean Parks, da Stef Burns a George Lynch, da Vinnie Colaiuta a Matt Laug, e poi, ancora, Paolo Valli,Tony Franklin, Claudio Golinelli, Frank Nemola, Celso Valli, Andrea Innesto… e via elencando (vedi Lineup), mettendo così insieme una squadra di lavoro che non si era mai vista prima, soprattutto in Italia.
All’indiscutibile professionalità tecnica, che si rende evidente nella sicura esecuzione della musica, si accompagna l’irrequietezza d’animo e l’inquietudine esistenziale che Vasco esprime sempre con sincerità dirompente attraverso i suoi testi.
“Vivere o Niente”, ancora più di ogni altro lavoro precedente, evidenzia il peculiare e inimitabile uso che Vasco ha sempre fatto della lingua: massima semplicità di parole per la massima profondità di significato. Anzi, forse è l’album in cui la sua straordinaria capacità di sintesi raggiunge finalmente l’apice artistico, perché i testi sembrano riuscire davvero a cogliere la più intima essenzialità del linguaggio.

Chiunque ascolti attentamente questo lavoro non tarderà a rendersi conto di come poche parole siano già in grado di creare un’atmosfera e di favorire una più introspettiva disposizione d’animo.
“Vivere o Niente” è un viaggio in cui ogni strofa è un racconto e ogni canzone un romanzo.
L’aut-aut del titolo, del resto, non lascia davvero nessuno spazio all’equivoco, si tratta di un romanzo, cioè di un disco nettamente esistenzialista e ateo: l’unica alternativa al vivere è il nulla.
Per fortuna, pur restando sempre nella sua cruda e impietosa sincerità, Vasco non perde mai di vista l’ironia provocatoria e l’autoironia critica. Così, ai brani di più intima confessione (“Vivere non è facile”) o di malinconia affettiva ( “Starò Meglio di Così”) si alternano quelli di irrequietezza adrenalinica (“Manifesto Futurista Della Nuova Umanità”) o di esagerazione sensuale e divertita (“Sei Pazza Di Me”) permettendo una fluidità d’ascolto in grado di emanare un’affascinazione progressiva e garantita.
Tra sonorità che spaziano dal rock al pop e dal country fino al blues, sono ben 12 i brani contenuti in questo album - senza contare il bonus track “Mary Louise”. E ogni pezzo è degno di essere estratto come singolo:
  1. Vivere Non E’ Facile – 4:55
  2. Manifesto Futurista Della Nuova Umanità – 3:54
  3. Starò Meglio Di Così – 4:53
  4. Prendi La Strada – 3:29
  5. Dici Che – 5:01
  6. Eh… Già – 3:46
  7. Sei Pazza Di Me – 4:13
  8. Vivere O Niente – 4:02
  9. L’Aquilone – 4:25
  10. Non Sei Quella Che Eri – 3:47
  11. Stammi Vicino – 5:21
  12. Maledetta Ragione – 3:04
  13. BONUS TRACK: Mary Luise 
Da questo album sono stati estratti 3 singoli: “Eh… Già” (uscito il 7 febbraio 2011), “Manifesto Futurista Della Nuova Umanità” (6 maggio 2011) e “Stammi Vicino” (4 novembre 2011).
“Vivere Non E’ Facile”: la canzone che apre l’album è di importanza cruciale, perché introduce e avvia il discorso di fondo di tutto il disco, quello che - in modo diverso – viene poi ripreso e sviluppato dalle canzoni che la seguono.
“Vivere non è facile” è sicuramente una premessa che ben si adatta a introdurre un discorso esistenziale: è senza dubbio adeguata, ma è anche banale. Almeno ad un primo giudizio. Invece è proprio qui che si riconosce il vero Vasco e che si riesce a valorizzare a pieno la sua capacità di imprimere anche alle parole più semplici la massima profondità di significato: non è mai quello che sembra al primo ascolto. Perfino quello che, di fatto, dovrebbe essere soltanto un luogo comune, attraverso la musica, la metrica e l’intonazione, riesce ad acquisire un senso umano ben più ampio e, in questo caso, addirittura salvifico: “Vivere non è facile”, infatti, è il ritornello che arriva e ritorna allo scopo di guarire le intime ferite inflitte da strofe intessute da un’impietosa autocritica:
  Proprio / non bastano… / Le mie scuse, ormai / mi annoiano.
E, ancora:
  Sono fin troppo comodi / i “Non ho tempo, sai” / e gli “Scusami”Ferite che sono poi anche aggravate da una consapevolezza tanto coraggiosa e lucida quanto feroce e disarmante:
  Il fatto più strano / e illogico / è che… / nonostante che lo so / continuo a farmi fottere / …da me!
Allora “Vivere non è facile” diventa un luogo comune consapevole di esserlo - e quindi ironico - che, grazie soprattutto alla calda e inimitabile intonazione di Vasco, riesce perfino a costituire quell’abbraccio affettivo e comprensivo che può salvarci dall’abisso di una disperazione altrimenti senza scampo.
Questo abbraccio umano che riscalda e rincuora chi fatica tanto a vivere la vita e soprattutto a convivere con se stesso è l’anima più autentica di Vasco che si regala a chi sa ascoltarlo.
La riconciliazione così avvenuta col proprio animo, dopo essere stato vivisezionato da una analisi critica tagliente e dalla conseguente consapevolezza di essere “strano e illogico”, porta anche all’apertura di un nuovo e più sereno orizzonte sul futuro possibile:
 Sarebbe tutto semplice / se avessi almeno un complice / che mi facesse ridere / di tutte queste favole!
“Manifesto Futurista Della Nuova Umanità”: Il testo di questo brano è ironico e provocatorio fin dal titolo, ma in realtà, a un ascolto più attento, si scopre anche profondo e impegnativo anche più del titolo.
Vasco dipinge il ritratto dell’uomo moderno sulla tela in movimento di un rock adrenalinico, riprendendo il suo faticoso rapporto con un dio perlomeno latitante se non addirittura già morto da tempo. Con l’arrivo della Scienza, a cominciare soprattutto dalla Rivoluzione Copernicana che decreta che l’uomo non è più il centro dell’universo, le risposte della religione non risultano più adeguate, ritornano i dubbi e le domande senza risposta, e allora la fede inizia a vacillare. E quel che inizia a vacillare prima o poi crolla. La fede dell’uomo moderno, infatti, se non è già esaurita è comunque in fase di esaurimento (perlomeno nervoso). La propria fede in dio Vasco non l’ha persa: l’ha finita. Proprio come la pazienza. Quella pazienza necessaria a sopportare il proprio modo di essere imperfetto, che ci porta spesso a commettere un errore dietro l’altro:
 Ti prego, perdonami / ti prego, perdonami… / se non ho più la fede in te / Ti faccio presente che /  ho quasi finito / ho quasi finito anche la pazienza / …che ho con me!Riprendendo un tema affrontato in modo diverso già in altre canzoni come “La Noia” (1982), “Se è Vero o No” (1993) e soprattutto come “Gli Angeli” (1996) (qui… / qui non arrivano gli angeli / a insegnarti la strada buona!), cioè quello dell’assenza di un Aldilà, di un infinito umano o di un dio sovraumano, Vasco considera che all’uomo moderno spetta una vita molto più faticosa che in passato, perché il senso alla propria vita e al mondo deve trovarlo da solo, ogni giorno, anche a costo di inventarselo:
 Non sono più sereno / più sereno / com’ero ieri! / La vita semplice / che mi garantivi / Adesso è mia, però / E’ lastricata / di problemi!Sotto questo profilo doveva essere più facile e comodo vivere nel Medioevo, quando regnava la fede religiosa e non il dubbio scientifico. Ma proseguendo – ironicamente – in questa logica nostalgica, allora la cosa ancora più semplice sarebbe stata quella di non nascere affatto:
 La cosa più semplice / ancora più facile / sarebbe quella di / non esser mai nato / Invece la vita / arriva impetuosa / ed è un miracolo / che ogni giorno si rinnova!Sarà un cammino duro, quello dell’uomo moderno, che dovrà scendere a patti solo con se stesso:
 Sarà difficile / non fare degli errori / senza l’aiuto di / di potenze superiori! Ho fatto un patto, sai / con le mie emozioni: / io le lascio vivere / e loro… non mi fanno fuori!
“Vivere o Niente”: c’è un’alternativa sola al vivere ed è qualcosa contro cui la vita si oppone con tutte le sue forze: è il niente, è la morte. E tanto più perché la vita risulta sempre troppo breve, non vale mai la pena nascondere troppe cose, fare finta di stare bene quando invece si sta male, come se vivere non significasse anche provare dolore. La vera forza sta nel non dover nascondere le proprie debolezze così come il vero coraggio sta nel non aver paura di ammettere di aver paura.
Vasco qui dice esplicitamente come usi in modo consapevole la propria creatività artistica della forma-canzone come una sorta di autoterapia, tra intima confessione e sfogo salutare e sincero:
Rivelerò / cose che nessuno sa / di me / E lo farò / solo perché tu non sai / com’è…Forse non è il caso di parlare di ontologia, ma il filosofo preferito di Vasco è Kierkegaard, e Vasco crede nell’esistenza umana finalizzata all’etica (e non solo alla fica!): un’etica di libertà individuale fondata sulla responsabilità di scelta, e di una scelta categorica per la vita (in alternativa al nulla, cioè alla follia), senza comodi compromessi, senza mai prostituzioni commerciali (!), come sintetizzato dal perentorio e inequivocabile Aut-Aut del titolo.
Dati Tecnici:Data pubblicazione: 29 marzo 2011
Dischi: 1
Tracce: 12
Etichetta: EMI
Durata: 55min. e 47 sec.
Prodotto da: Guido Elmi e Vasco Rossi
Produzione esecutiva: Floriano Fini
Arrangiamenti: Guido Elmi, Celso Valli
Registrato presso:
  • Los Angeles: Henson Studios, Capitol Studios, Impatto Speakeasy Studio, Open Digital Studio
  • Bologna: Fonoprint
  • Ferrara: Over Studio
Classifiche-Anno di uscita:Miglior posizione raggiunta:#1
Posizione annuale vendite: #1
Lineup:Chitarre: Tim Pierce, Dean Parks, Stef Burns, Simone Sello, Massimo Varini, Samuele Dessi, George Lynch, Peppino D’Agostino
Batteria: Vinnie Colaiuta, Matt Laug, Paolo Valli
Basso: Tony Franklin, Claudio Il Gallo Golinelli, Cesare Chiodo, Saverio Lanza, Saverio Principini
Pianoforte: Alex Alessandroni Jr.
Tastiere e archi: Frank Nemola, Sandro Magri, Simone Sello, Guido Elmi, Celso Valli
Sassofono: Andrea Innesto
Programmazione suoni e computer: Guido Elmi, Nicola Venieri, Samuele Dessi, Sandro Magri
Cori: Clara Moroni, Frank Nemola, Andrea Innesto, Celso Valli, Annalisa Giordano, Simone Sello, Saverio Principini
Curiosità:
Il disco più venduto d’Italia: Record continui per le vendite di “Vivere o Niente”
  • Dopo aver raggiunto la prima posizione nella classifica degli album più venduti in Italia in soli cinque giorni dalla data della sua uscita, stabilisce un nuovo record rimanendo per ben 19 settimane  in testa alla classifica FIMI degli album più venduti della settimana.
  • Già nella prima settimana “è stato certificato “Multiplatino” per aver venduto oltre 170.000 copie.
  • In maggio si è aggiudicato il Disco di Diamante per aver superato le 300.000 copie vendute.
  • Prima della fine dell’estate ha meritato ben sei dischi di platino per aver superato le 360.000 copie vendute.
  • In dicembre, raggiungendo 450.000 copie vendute nell’arco di soli nove mesi, si classifica come l’album più venduto di tutto il 2011 secondo la classifica annuale ufficiale della FIMI.
  • Nei primi mesi del 2012 supera le 480.000 copie diventando così l’album più venduto dal 2009 fino ad oggi, battendo il precedente record di vendite detenuto da Ligabue con “Arrivederci, mostro!” del 2011.
  • Nel 2012 risultano contemporaneamente presenti cinque album del cantautore nella top 100 a cui si aggiungono sei diversi DVD live nelle prime 20 posizioni.
La Copertina: Splendide foto di Gianluca Simoni su elaborazione grafica di Arturo Bertusi e Francesca Paltrinieri per Chiaroscuro in un apparente omaggio a “On The Road” di Jack Kerouac.
La foto di copertina ritrae un Vasco alla guida di un’auto che guarda indietro preoccupato, mentre le foto che si trovano all’interno dell’album sono una sequenza di immagini che documentano le fasi di un uomo in fuga che brucia l’auto per cancellare le proprie tracce, spiegando metaforicamente la condizione in cui si trova l’artista:
“Sempre in fuga dai posti di blocco del conservatorismo, dall’omologazione, dai poteri che lo vogliono zittire, perché la clandestinità è una condizione che l’artista deve vivere per poter continuare ad essere libero”
V.R.
Videclip: sono tre le canzoni per le quali sono stati realizzati i videoclip:
  • “Eh…Già”: uscito il 7 febbraio 2011 per anticipare e promuovere l’uscita del disco e anche per festeggiare il compleanno di Vasco (59 anni), è un video semplice, nudo e coraggioso per un testo ancora più autoironico e provocatorio del solito scritto sulla musica di Roberto Casini (coautore, tra l’altro, di “Va Bene, Va Bene Così”)
  • “Manifesto Futurista Della Nuova Umanità”: nato da un’idea originale di Swan (il regista di tutti i live di Vasco), si tratta di un video molto dinamico e allegorico: un treno come simbolo della rivoluzione industriale e un famoso dipinto come simbolo della rivoluzione dell’arte.  Il quadro in questione, originariamente scandaloso ma ormai incensurabile, è il famoso dipinto di Gustave Coubert del 1866 intitolato "L'origine del mondo" ed esposto al Musée dOrsay nel 1866.
  • “Stammi Vicino”: definito anche come “La Favola di Stef”, è un omaggio all’americano Stef Burns, ormai storico chitarrista di Vasco, e a sua moglie Maddalena Corvaglia.
Live Kom.011 TOUR
Dopo lo straordinario tour europeo di un anno in arene al chiuso (48 concerti sold out) il 2011 trova Vasco di nuovo protagonista, questa volta negli stadi: dopo la “data zero” in Ancona allo Stadio del Conero il 5 giugno, il “Live Kom.011” parte alla grande con 4 concerti  sold out  a Milano S.Siro (“il poker di Vasco”), il 16, 17, 21 e 22 giugno e due date consecutive a Roma  Olimpico, l’1 e il 2 luglio, entrambe straesaurite (l’unico artista che per la seconda volta in tre anni raddoppia allo stadio romano). Headliner della terza serata all’Heineken ‘Jammin Festival di Venezia, l’11 giugno, sarebbe dovuto tornare anche a Messina allo stadio S. Filippo, il 26 giugno, ma lo stadio viene dichiarato inagibile e la data salta.
Il tour sarebbe dovuto ripartire a settembre, ma per motivi di salute il Komandante è costretto a interromperlo.
La scaletta del Live Kom.011:
  1. Intro 2011
  2. Sei Pazza di Me
  3. Non Sei Quella Che Eri
  4. Starò Meglio di Così
  5. Giocala
  6. Rock’n’Roll Show
  7. Dici Che
  8. Vivere o Niente
  9. Siamo Soli
  10. Manifesto Futurista Della Nuova Umanità
  11. Interludio 2011
  12. Alibi
  13. La Fine Del Millennio
  14. Gli Spari Sopra
  15. Non L’Hai Mica Capito
  16. L’Aquilone
  17. Eh..Già
  18. Medley Dance: Rewind / Ti Prendo e Ti Porto Via / Gioca Con Me / Delusa
  19. Canzone
  20. Vivere Non E’ Facile
  21. Medley acustico
  22. Guarda Dove Vai
  23. Un Senso
  24. Vita Spericolata
  25. Albachiara
Uno spettacolo mai visto prima:Tra le tante sorprese e novità, l’esibizione di un funambolo che attraversa lo stadio sospeso ad un filo…!
Dalla metafora dell’uomo in fuga sulla copertina di “Vivere o niente” a quella del funambolismo, l’anima di questo spettacolo, il “Live Kom ’011” vuole rappresentare uno dei concetti chiave della filosofia artistica di Vasco:  “vivere” camminando sul filo di ciò che è possibile, per cogliere ogni occasione che arriva senza esitazioni. E trovare il proprio equilibrio “sopra la follia”.
L’arte del funambolo, sottile e ineffabile come l’arte di vivere. Ogni volta che sale sul cavo (palco) tiene in pugno sorridendo la sua vita. Ma in quel momento è anche noi che tiene in pugno. Guardarlo camminare sul filo suscita un’eccitazione palpabile, e incanta: una parte di noi lo accompagna lassù.
Vivere o niente vuol dire anche saper guardare in alto, ma tenendo i piedi ben piantati per terra. E mai frase è stata così vera come per il “Live Kom.011”.
(Articolo tratto dal sito ufficiale vascorossi.net)
“Sua Altezza” Il Palco:Sua “Altezza” il palco è una struttura verticale vertiginosa, triamidale (una novità rispetto a tutti gli altri palchi solitamente rettangolari) e aperta, alta più di 52 metri, praticamente un grattacielo di 16 piani con sopra il solarium panoramico.
Tre gru poste ai tre lati del palco si muovono a 360 gradi e possono tirare su a sorpresa diversi elementi di scena. La struttura, che è parte portante della scenografia, è rivestita in diverse parti di schermi LED in parte semi trasparenti e mobili, in modo tale da creare giochi di luci e immagini che modificano di continuo la conformazione e l'aspetto del palco.
I tanti numeri del LIVE KOM.011 
23 Bilici di “ferro” per il palco
19 Bilici per produzione
03  Bilici per generatori
03  Bilici per merchandising
1  Bilico per pedana idraulica
2  Autogru da 80 tonnellate cad. con bracci da 50 metri
2  Piattaforme aeree con 44 metri di braccio
Peso della struttura: 5  tonnellate di ferro a cui si aggiungono  44.000 litri di acqua che vengono versati  nelle vasche stabilizzatrici alla base,  n. 45 zavorre da 1,5 tons cadauna posizionate sulle vasche piene di acqua  –
TOTALE DELLLA PRESSIONE AL SUOLO = 160 TONNELLATE
Altezza della struttura 52,50  metri di cui  : 40  mt al top delle tre torri principali + altri 12,25  metri delle tre gru.  E’ necessario apporre in cima alle gru le luci segnaletiche per la navigazione aerea notturna.
Personale itinerante coinvolto nello show: 213 persone (Inclusi  produzione, autisti, crew, gruisti, steel climbers, cuochi)
Il tavolato del palco è a forma triangolare per il main stage al quale si aggiunge la passerella anteriore a forma di trapezio irregolare (denominata nello slang americano creamer)
La superficie complessiva è di  940 metri quadri
748 corpi illuminanti in totale, tra fari motorizzato di vario genere e proiettori a led + altre diavolerie
8 X macchine laser potenza  10 Watts cad. che spareranno i raggi su una trentina di specchi posti a diverse altezze all’interno della struttura per creare una sorta di ragnatela  che interagirà con il disegno delle luci              
24 FIAMME LIBERE di altezza 9 metri enfatizzeranno i momenti clou dello  show
200 MILA Watts di potenza dell’impianto audio fornito quest’anno da RCF, multinazionale italiana, da sempre sul mercato con la produzione di altoparlanti per tutte le maggiori marche di amplificatori e diffusori di audio nel mondo.
650 METRI QUADRI DI VIDEO ( creative Imaging)   + 2 SCHERMI A LED ad alta definizione da 50 metri quadri ognuno
Live Kom.011 in EPIl 9 dicembre 2011 è uscita, solo su in EP, una versione particolare dell'album, contenente, oltre alla versione standard, anche un secondo CD con alcuni brani registrati durante una tappa del tour  Live Kom.011 
Oltre alle canzoni dell'album “Vivere o Niente”, le novità principali sono “Giocala”, che Vasco non cantava in un suo concerto da molti anni, e “Canzone, per la prima volta eseguita per intero.
Il secondo cd è composto dei seguenti brani:
  1. Intro - 2:16
  2. Sei Pazza di Me - 3:52
  3. Non Sei Quella Che Eri - 4:05
  4. Starò Meglio di Così - 5:05
  5. Giocala - 4:02
  6. Dici Che - 7:31
  7. Vivere o Niente - 4:38
  8. Manifesto Futurista della Nuova Umanità – 5:19
  9. Non L’hai Mica Capito – 3:58
  10. Eh… Già – 4:20
  11. Canzone - 4:41
  12. Vivere Non è Facile - 6:27
  13. Tango (delle gelosia) (Live acustico) - 2:17
“La Versione di Vasco”: il 24 novembre 2011 per la casa editrice “Chiarelettere” esce il libro autobiografico scritto da Vasco Rossi in persona. “La Versione di Vasco” è destinato a diventare l’evento editoriale dell’anno (i proventi della vendita vengono interamente devoluti al Gruppo Abele di Don Luigi Ciotti, come Vasco è solito fare con ogni suo libro). Si tratta di oltre 200 pagine di puro Vasco:
“Ognuno ricorda le cose alla sua maniera, ognuno un po' se la racconta.
Io sono stato franco. Con questo libro di dichiarazioni forse si capirà di più la mia versione..."
V.R.
“Vasco Live Kom.011 3D”: è il libro fotografico ufficiale del tour che per la prima volta nella storia del rock offre fotografie realizzate con la tecnologia a 3 dimensioni scattate da Roberto Villani e Gianluca Simoni. Edito da Chiaroscuro e Pendragon vanta la supervisione di Guido Elmi, Floriano Fini e dello stesso Vasco.