domenica 15 gennaio 2012

Nessun Pericolo Per Te in uscita il 17 Gennaio

CD in uscita il 17 Gennaio con Corriere della Sera e Sorrisi e Canzoni TV

Dopo un album rock epocale come “Gli Spari Sopra” (miglior disco del 1993),  nel gennaio del 1996 Vasco riesce a superarsi di nuovo con un disco ancora più duro, più provocatorio, più rock, più internazionale e più curato che mai, intitolato “Nessun Pericolo… Per Te”.
Registrato tra Italia, Los Angeles e New York, si tratta di un lavoro realizzato in grande stile che vanta ancora una volta l’apporto di alcuni tra i migliori musicisti rock del mondo, come Vinnie Colaiuta, Randy Jackson, Stef Burns, Matt e Greg Bissonette e Mike Landau.

“Nessun Pericolo… Per Te” divide, come sempre, la critica: c’è chi, come Mario Luzzatto Fegiz, lo definisce “un prodotto travolgente per suoni e messaggi, arrabbiato, convinto, coraggioso, politicamente scorretto e assolutamente controcorrente in tempi di salutismo, proibizionismo e di ex-trasgressivi pentiti”; altri che lo ritengono addirittura “l’album più interessante dell’intero decennio”, ma c’è anche chi lo trova meno originale. Eppure è l’album che contiene “Gli Angeli” e “Sally” : due brani che diventati subito “eterni”.

Nel 1996 Vasco ha 44 anni e continua a cambiare: ha messo su famiglia, ha smesso di essere considerato solo uno “sballato” ma non si pente del suo passato e non smette nemmeno di essere libero, arrabbiato e “scomodo”. Lo dimostrano canzoni come “Un Gran Bel Film”, che apre l’album, ma anche come “Nessun Pericolo …Per Te” e “Mi Si Escludeva”, una sorta di dichiarazione di guerra fatta a nome degli emarginati:
Mi ricordo che sì, si escludeva / per motivi che / oggi fanno solo ridere / Mi ricordo che sì, si escludeva / per primi quelli che / facevano paura, chissà perché! / Mi ricordo che sì, si escludeva / …sempre il più debole / Mi ricordo che non si voleva / però neanche i più brutti come me!
L’album non è commerciale, non è rassicurante e non è neanche delicato. E’ un album nero come la sua copertina, duro, spietato, maledetto e indiavolato. Vuole solo essere vero, libero e sincero. E ci riesce dal primo all’ultimo secondo.

1.    Un Gran Bel Film – 5:29
2.    Benvenuto – 5:35
3.    Gli Angeli – 6:19
4.    Mi Si Escludeva – 4:50
5.    Sally – 4:45
6.    Praticamente Perfetto – 3:36
7.    Le Cose Che Non Dici – 4:25
8.    Nessun Pericolo ...Per Te – 4:44
9.    Io Perderò – 4:15
10.  Marea – 3:25

“Nessun Pericolo …Per Te” vende oltre 800.000 copie solo nel 1996 (circa 400.000 nei soli primi due giorni di vendita), aggiudicandosi otto dischi di platino.

Da questo album vengono estratti due singoli: “Mi Si Escludeva” e “Gli Angeli”, senza contare le varie versioni remix di quasi tutte le canzoni pubblicate in due diversi dischi: uno contenente “Praticamente Perfetto” e “Io Perderò”, e l’altro contenente “Mi Si Escludeva”, “Nessun Pericolo …Per Te”, “Benvenuto”, “Gli Angeli” e (di nuovo, ma in una versione ancora diversa) “Io Perderò”.

“Un Gran Bel Film”: non è una novità, per Vasco, che il testo della canzone che apre l’album sia in forma di dialogo sincero, intimo e diretto: il dialogo che Vasco ha sempre mantenuto con il suo “popolo” affezionato, ma anche con se stesso. Questa volta, però, si tratta di un dialogo particolarmente approfondito e articolato.
Io lo so / che le cose, poi / non sono mai come / …come te le aspettavi te / Io sono triste, però… / io sono triste “un po’”! / Dimmi pure, dimmi subito “Che fortuna” che ho / Io che mi sento un po’ comico / proverò a ridere un po’ /…proverò a ridere un po’!
Il successo non porta la felicità, come invece ancora qualcuno (ma non più Vasco!) si aspetta, però la tristezza può essere sempre mitigata dall’ironia. Da un’intervista rilasciata in quel periodo (luglio 1997): Io ero incazzato e lo sono ancora un bel po’. Uno si guarda intorno, sente le cose e… s’incazza. Ma quando si è giovani, si ha una bella spinta, la spinta ‘de la revolucion’. Oggi la mia rabbia è diventata amarezza, che si combatte in due modi: con l’ironia e con il whisky (V.R.)
Vasco ha davvero vissuto tante cose che avrebbero potuto ucciderlo. Eppure qui rivendica comunque e ancora il diritto di scegliere, di rischiare, di essere libero anche di sbagliare, pur compiacendosi di essere stato fortunato:
Io che credevo alle favole / e non capivo le logiche / è una fortuna che sono / …ancora vivo!
In questo mondo, in questo mondo / di fenomeni! / di gente pronta ad uccidersi / io un fucile ce l’ho / …lo tengo sotto il letto!
La sua non è più la “Vita Spericolata” degli anni Ottanta, ma non c’è nessun rimpianto. Piuttosto, al contrario, c’è autoironia e consapevolezza:
Quando sono sulle nuvole / lo sai che a volte, sì / mi sento un po’ instabile / però è un gran bel film / Un gran bel film… / …Steve Mcqueen!
Questa ultima strofa suona perfetta anche per commentare il film-documentario su Vasco Rossi, “Questa Storia Qua”, presentato al Festival del Cinema di Venezia nel 2011.

“Benvenuto”: tanti cantanti “buoni” hanno dedicato almeno una canzone al proprio figlio, ma nessuno ha mai avuto il coraggio di essere tanto “cattivo” e schietto come ha fatto Vasco. Lontanissima dalla classica canzoncina d’amore appositamente infarcita di tenerezza, di sogni e di speranza, questa è piuttosto una confessione esistenzialista, coraggiosa e sincera, nella quale sono una spietata analisi della realtà e un’autocritica impietosa a contestualizzare il naturale amore paterno.
Vasco si distingue così per essere uno dei pochi padri che al figlio, fin da subito, non canta né racconta balle, avendo invece il coraggio di dirgli le cose proprio così come stanno:
Non par vero nemmeno a me / di essere padre di un figlio che / domani sarà un altro / che dovrà arrangiarsi bene / darsi da fare, avere pene /… e qualche piccola soddisfazione / Certo che non credevo, sai / di tirarti in mezzo ad un casino, dai / chissà… cosa è successo  / C’ho pensato dopo, c’ho pensato poco… / vuoi che sia sincero? Ho pensato solo… / solamente a noi / a noi due che eravamo qui / annoiati, ormai, quasi spenti, sì / davanti alla tivvi’ / Non sarebbe durata a lungo / questa storia “d’amore eterno” / se non arrivavi tu.
Oltre a questo, c’è un saggio consiglio sempre buono per tutti:
Non importa fare sempre centro / l’importante è fare del tuo meglio / è già abbastanza, sai…?Questa canzone di benvenuto al mondo è dedicata da Vasco al figlio Luca, avuto dall’unica vera e definitiva compagna della sua vita: Laura Schmidt.

“Gli Angeli”: un capolavoro scritto da Vasco sulla musica di Tullio Ferro.
Il testo è davvero una moderna poesia esistenziale ed intimista che parla della vita, quella vera, in cui si naviga a vista, da soli, in uno spazio sconosciuto in cui non arrivano certo gli angeli a insegnarti la strada buona:
Qui è logico / cambiare mille volte idea / Ed è facile / sentirsi da buttare via / Qui non hai la scusa / che ti può tenere su / Qui la notte  è buia / e ci sei soltanto tu!L’assolo finale di chitarra è forse il più bello che si sia mai sentito in Italia e, nella versione originale del disco, dura più di due minuti interi. Alle chitarre ci sono Mike Landau e Stef Burns.

“Mi Si Escludeva”: un rock duro e molto tirato per un testo furioso che dichiara guerra a tutte le forme di discriminazione razziale, politica o sociale. Inizia ricordando la propria emarginazione, dai tempi della scuola fino al primo periodo della sua carriera, per poi sottolineare come il motivo principale di ogni discriminazione sia di origine psicotica (la paura del diverso) e come sia storicamente gestito dai più forti a scapito dei più deboli. Un gioco molto pericoloso, come ci ha insegnato l’Olocausto, perché il diverso… oggi è un altro, ma domani potresti essere tu stesso!
L’indole etica di Vasco, più anarchica che sinistroide, fa sentire qui tutto il suo furore, e anche solo sentire parlare di “extracomunitari” è semplicemente inaccettabile, dal momento che la patria di ogni individuo è, per diritto naturale, il mondo intero:
Avanti così: facciamo due comunità diverse…! Facciamo due comunità diverse…?! / C’è chi dice “Non è un problema: stiano pure qui” / poi li sfrutta come cani! / C’è chi dice “Non è un problema: li blocchiamo lì / …non facciamo entrare più nessuno qui!” / Cinquant’anni fa, il problema / lo risolvevano… bruciandoli! / C’è chi dice che il problema / è che non ci sono più fiammiferi! / Speriamo che sì… / a noi ci lascino restare qui…!

“Sally”: canzone diventata fin da subito un classico senza tempo come e forse più della stessa “Albachiara”. E’ una poesia allo stato puro in parole e musica che racconta la storia di Sally, una donna-metafora, eletta a rappresentare ogni individuo alle prese con l’umana avventura dell’esistenza. Ecco il verso che più resta scolpito nell’animo di chiunque l’ascolti:
Perché la vita è un brivido / che vola via / e tutto un equilibrio / sopra la follia
Sembra che sia anche la frase più richiesta per i tatuaggi.
La canzone non fu promossa da un videoclip né da un singolo perché “ non ha bisogno di niente”. In seguito la sceglierà Fiorella Mannoia per farne una cover molto bella e personale.

“Praticamente Perfetto”:  è, fondamentalmente, la diretta trasposizione di alcune considerazioni ricevute, anche molto critiche, e che riguardano anche la sua presunta “pericolosità”. La risposta di Vasco arriva nella seconda metà del brano, semplice e geniale, ed è un elogio alla musica e al piacere/bisogno di cantare.
Il brano era stato già anticipato durante il doppio concerto sold out “Rock Sotto Assedio” tenutosi a Milano, S. Siro,  il 7 e l'8 luglio 1995.

“Le Cose Che Non Dici”: in questo album all’insegna del pericolo, si scopre che le cose più pericolose in una relazione sono quelle non dette! Vasco non ha dubbi: la finzione e il silenzio sono le vere malattie, non lo scontro aperto. E’ indubbiamente un Vasco più maturo, qui, quello che tesse le lodi alla sicurezza di un rapporto stabile:
…ma la libidine è / è tornare a casa e /…e c’è!

“Nessun Pericolo …Per Te”: un brano chiave del disco, e il concetto è chiaro: le scelte personali, anche se rischiose, pericolose o poco salutari, restano personali anche nelle loro conseguenze, per cui la libertà di vivere a modo proprio resta un diritto che si può e si deve difendere, anche a costo di dover mandare a fare in culo parecchia gente ogni giorno.
Incontro chi / in ogni mia situazione / mi dice cosa / e come dovrei fare…Si tratta di un pezzo dal sound molto americano, tra il rock e il blues, con un testo antiproibizionista sotto ogni profilo e al massimo grado. Infatti dice esplicitamente, anche se in inglese:
I wanna sex / I wonna drugs…
E poi, quasi immaginando le reazioni scandalizzate dei benpensanti, aggiunge:
Stai calmo! / Nessun pericolo …per te! / So quel che faccio / e sento di far questo / tu non c’entri un cazzo, amico / vai affanculo te / e chi non te l’ha mai detto!

“Io Perderò”: manifesto dell’amore eroico, dell’amore romantico, dell’amore autentico, dell’amore che vince comunque, anche se perde al “gioco” del rapporto con l’altro, perché ha già vinto vivendo anche solo per un momento. L’amore vero è un’ebbrezza euforica, una follia “lucida”, soprattutto quando è accompagnata dalla consapevolezza dei rischi, dei rimpianti, del destino di ogni cosa umana a non durare per sempre. Non importa che sia un amore eterno, l’importante è che sia vero: questo basta a decretare che ne vale comunque la pena.

“Marea”: la marea si alza e si abbassa come l’umore di un lunatico, va e viene come la memoria di un ubriaco, si allontana per un attimo e poi ritorna sempre come la paura della solitudine che prova una rockstar alla fine di un concerto oceanico. La marea è un fenomeno naturale immodificabile, che quindi bisogna accettare, cercando di conviverci nel miglior modo possibile. E’ l’ennesimo viaggio di Vasco nel vasto territorio del proprio animo. Emergono le consapevolezze del Vasco-esploratore di se stesso:
sono così insicuro / che non credo a niente / Non ho paura di nessuno, ma… / ho paura sempre!

Dati Tecnici:
Data pubblicazione: 24 gennaio 1996
Dischi: 1
Tracce: 10
Etichetta: EMI
Durata: 47 min. e 30 sec.
Prodotto da: Floriano Fini

Lineup:
Chitarre: Mike Landau, Stef Burns, Steve Ferris, Andrea Braido, Paolo Gianolio
Batteria: Vinnie Colaiuta, Gregg Bissonette
Basso: Randy Jackson, Matt Bissonette, Davide Romani
Programmazione elettronica e percussioni: Luca Bignardi, Guido Elmi
Tastiera, orano e archi: Celso Valli, Tullio Ferro
Cori: Clara Moroni, Silvio Pozzoli, Nando Bonini
Arrangiamenti: Guido Elmi, Celso Valli

Registrato presso:
Record Plant Studio (Los Angeles)
Fonoprint e Chorus Studio (Bologna)
Condulmer Recording Studio (Treviso)
Sterling Sound (New York)

Curiosità:

Maurizio Lolli: il 21 agosto del 1994 muore Maurizio Lolli, colpito da un tumore ai polmoni, a soli 43 anni. Manager e amico di Vasco, lascia un vuoto incolmabile sul piano professionale e a livello personale. Il quartier generale si riorganizza in modo che Vasco possa contare su un altro amico da sempre, Floriano Fini, come manager, ma lo staff rimane sostanzialmente lo stesso, con Guido Elmi per le scelte musicali e Tania Sachs per le relazioni esterne.
Un anno fa è venuto a mancare Maurizio Lolli... E a noi... ci manca... molto!!  Lui sì che ci sapeva stare al mondo. Lolli un anno fa è morto, però per noi continua a vivere lo stesso. (V.R.)
La canzone “Gli Angeli” sembra che non sia solo e semplicemente dedicata a Maurizio Lolli, ma pensata e cantata proprio per lui, anche se non si è mai avuta una conferma ufficiale o diretta da Vasco Rossi:
Qui è logico / cambiare mille volte idea / ed è facile / sentirsi da buttare via… / Vivi in bilico / e fumi le tue Lucky Strike / e ti rendi conto / di quanto le maledirai…

Vasco in California: Il numero di Max di febbraio 1996 esce, per la prima volta in Italia, con ben tre diverse copertine e tutte dedicate a Vasco Rossi. All’interno, un articolo scritto dal giornalista Massimo Poggini, che ha seguito Vasco per ben cinque giorni di seguito, spostandosi insieme a lui in auto, da Los Angeles fino a Las Vegas, attraversando il deserto del Nevada.

Vasco al Festival di Venezia: Il video di “Gli Angeli” viene realizzato in modo veramente spaziale, visionario e cinematrografico. Girato e diretto da Roman Polanski, è il primo videoclip della storia a essere presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, nel settembre 1996.
L’idea di far galleggiare Vasco nello spazio cosmico è abbastanza ambiziosa e complessa da richiedere un grosso lavoro di pre e post-produzione, costringendo Vasco a girare imbragato e sospeso nel vuoto, con occhiali da sole dalle lenti colorate (necessarie agli effetti speciali), e a cantare il brano a velocità aumentata per poter ottenere in seguito l’effetto a rallentatore.
Il Lido di Venezia, che per la prima volta vive un simile evento, è invaso da un oceano di fan che seguono Vasco ovunque. Ecco come Vasco ricorda la partecipazione al Festival e il rapporto con il famoso regista:
Eravamo a Venezia e io mi muovevo veloce in passerella come mi capita sempre, perché non sono abituato ad andare piano, in genere. E anche perché sono timido. Perché ho paura di quello che pensa la gente, che magari crede che sto troppo a farmi vedere perché me la tiro. E lui (Roman Polanski) mi ha detto: “Ma cosa fai? Rallenta. Lascia che la gente possa godere di te”. E allora ho capito che sbagliavo, che non va bene sentirsi sempre un animale braccato. Polanski, che è un uomo di sensibilità e di semplicità eccezionali, aveva capito tutto di me e mi ha fatto capire che non devo aver paura, perché non è una questione di vanità personale, ma, al contrario, è una questione di rispetto per gli altri.(V.R.)
“Gli Angeli”, video pluripremiato, rimane tuttora il video italiano più costoso, con oltre 600 milioni (di lire) spesi in fase di produzione.

Vasco Tour ’96: viene pensato e realizzato in tre parti distinte. La prima parte è prevista nei palasport (biglietti esauriti tutti già in fase di prevendita), la seconda negli stadi e l’ultima nelle arene all’aperto.
Il concerto del 26 aprile al Palaeur di Roma vanta il titolo di primo concerto italiano trasmesso in diretta sul web.
Durante la tournée di questo anno, per la prima volta, Vasco sostitisce il testo di “Siamo Solo Noi” con “Siete Solo Voi”: E’ un passaggio di consegne naturale.
E’ la prima volta anche per Diego Spagnoli nel ruolo di presentatore della band.
Dopo aver entrambi collaborato nel disco precedente, “Gli Spari Sopra” (1993), il grande chitarrista americano Stef Burns e la brava cantante Clara Moroni, soprannominata da Vasco “la Ferrari del rock”, entrano ufficialmente a far parte della band.
Scaletta (soggetta ad alcune modifiche a seconda della data):

1.    Un Gran Bel Film
2.    Praticamente Perfetto
3.    Ormai è Tardi
4.    Io Perderò
5.    Non Mi Va
6.    Le Cose Che Non Dici
7.    Nessun Pericolo …Per Te
8.    Senza Parole
9.    Non Appari Mai
10.    Mi Si Escludeva
11.    Sally
12.    Benvenuto
13.    Colpa D’Alfredo
14.    Liberi, Liberi
15.    La Noia
16.    C’è Chi Dice No
17.    Gli Spari Sopra
18.    Delusa
19.    Gli Angeli
20.    Fegato, Fegato Spappolato
21.    Bollicine
22.    Vivere
23.    Siamo Solo Noi
24.    Vita Spericolata
25.    Canzone
26.    Albachiara

Diario di Bordo: Nel 1996 esce per la Mondadori il libro “Diario di Bordo – Data astrale 1995.5”, che raccoglie appunti, riflessioni e pensieri scritti, tra il 1994 e il 1996.  Si tratta di scritti originariamente non destinati a essere resi pubblici né a diventare testi di canzoni, come si legge all’inizio dello stesso libro scritto da Vasco:
Queste cose non si potevano cantare… Ma lo avrei voluto fare!
Per quanto riguarda il titolo “Diario di Bordo” e il sottotitolo “Data astrale 1995.5” è sempre Vasco a spiegarlo nel suo modo unico:
Eh, il titolo è particolare perché è la frase con la quale iniziava sempre il suo diario il capitano Kirk di Star Trek. Quindi dà la sensazione che stiamo viaggiando, che sto viaggiando, praticamente a vista, nello spazio di questo universo umano, alla ricerca di nuovi mondi da scoprire! …Le considerazioni che poi seguono, sono quelle che mi vengono in mente senza pensare neanche di farle leggere. Le ho fatte poi leggere, un giorno, a Tania Sachs… e lei ha detto “Facciamone un libro, ai fan piacerà sicuramente!”. Mi ha convinto che sarebbe stato anche un bel libro...
E infatti… Il libro vende oltre 125.000, un vero record per quei tempi.
“E Dimmi Che Non Vuoi Morire”: questo è il titolo della canzone scritta da Vasco per Patty Pravo. Portata l’anno seguente (1997) al Festival di Sanremo, vince il premio della giuria, presieduta da Luciano Pavarotti, per la musica (scritta da Gaetano Curreri).