martedì 1 novembre 2011

Gli Spari Sopra in uscita il 1 Novembre

CD + libretto in uscita il 1° Novembre con Corriere della Sera e Sorrisi e Canzoni TV

A cura di Claudio Bardi
Nel febbraio del 1993, dopo tre anni di silenzio discografico, interrotto solo da dischi live e dagli oceanici e ormai storici tour del 1990 e del 1991, Vasco Rossi tornò sulla scena più rock e più in forma che mai con “Gli Spari Sopra”, il suo decimo album registrato in studio. E per l’ennesima volta riuscì a stupire sia pubblico che critica con un album epocale in grado di soddisfare tanto i vecchi fans più sfegatati quanto gli intenditori musicali più esigenti.

Realizzato tra Mogliano Veneto, Bologna e Los Angeles, questo album richiese più di due anni di preparazione e cure meticolose, ma soprattutto vide coinvolti alcuni tra i migliori musicisti del mondo, i quali andarono a costituire quella che fu - e ancora rimane in assoluto! - la lista più lunga e più prestigiosa di professionisti che abbiano mai suonato insieme in un disco italiano, facendo di questo lavoro uno dei dieci album italiani più belli e ispirati di sempre. L’elenco comprende una quantità straordinaria di musicisti eccellenti e di profondi conoscitori del genere, veri e propri mostri sacri del rock: dai bassisti Randy Jackson e Claudio Golinelli ai quattro batteristi Vinnie Colaiuta, Greg Bissonette, Lele Melotti e Daniele Tedeschi, passando per le chitarre di Steve Farris, Stef Burns, Maurizio Solieri, Andrea Braido, Tullio Ferro e perfino Pino Daniele, fino alle percussioni di Paulihno Da Costa.
Caratterizzato da due distinte facce, una di dolcezza malinconica e l’altra di rabbia adrenalinica, e permeato da un sound internazionale di altissima qualità sulla scia del rock degli anni ’70 dei Deep Purple e dei Led Zeppelin. E’ un lavoro in cui nulla è stato lasciato al caso. Anche la decisione di non usare nessun computer e sequencer, per esempio, registrando in analogico e non in digitale, pur andando in netto contrasto con il modo predominante di produrre musica in Italia, è stata una precisa scelta tecnica presa al fine di mantenere una sonorità calda e corposa, e cioè per privilegiare la musica più “genuina” con tutte le sue piccole imperfezioni ma anche con la sua grande immediatezza comunicativa. L’intero disco è dunque tutto caratterizzato da un sapore estremamente live e volutamente “ruvido”, sia per mantenere l’autenticità reale del suono, sia per poterlo ben riprodurre dal vivo dove - come tutti sanno - Vasco ha sempre dato il meglio di sé.
Il risultato finale consiste in ben sessantacinque minuti di musica emozionante e curata fin nel minimo dettaglio, in un’alternanza adrenalinica di grandi pezzi rock senza compromessi e di ballate da togliere il respiro, per un totale di 13 canzoni da brivido.
  1. Lo show - 5:06
  2. Non appari mai - 5:10
  3. Gli spari sopra - 3:31
  4. Vivere - 5:33
  5. Gabri - 4:33
  6. Ci credi - 4:18
  7. Delusa - 4:38
  8. .....Stupendo - 6:34
  9. Vuoi star ferma! - 4:48
  10. L'uomo che hai di fronte - 6:20
  11. Occhi blu - 4:29
  12. Hai ragione tu - 4:19
  13. Walzer di gomma - 4:01
  14. Gli spari sopra (intro video) - 1:26
“Gli Spari Sopra” vendette più di 1.000.000 di copie vincendo ben 10 dischi di platino.
Il singolo promozionale che anticipò l’uscita dell’album vendette 200 mila copie in soli tre giorni e conteneva quattro pezzi: “Gli Spari Sopra”; Delusa” e “L'uomo che hai di fronte” (in versioni differenti da quelle poi pubblicate nell’album); e “Se è vero o no”, che non verrà però inserita nel disco.
“Gli Spari Sopra” e “Delusa” uscirono anche in un altro singolo in cui furono registrate, stavolta, in una potente “versione discoteca” a cura degli U.S.U.R.A.
Dati tecnici e Curiosità
Questo disco è molto importante anche per il fatto di esser nato da una nuova consapevolezza artistica raggiunta da Vasco Rossi divenuto padre all’alba dei 40 anni: la sua storia non è solo quella personale e famigliare, ma è anche quella di un progetto artistico che coinvolge molte persone e per il quale è necessaria la collaborazione degli elementi migliori. Per questo motivo Vasco ebbe la forza di mettere da parte la sua storia privata di Vasco-uomo per non penalizzare quella del Vasco-artista. Quindi decise di riconciliarsi con suoi storici e insostituibili collaboratori, mettendo una pietra sopra a tutti i dissapori del passato dovuti soprattutto a quando, nel 1988, lo avevano lasciato solo per tentare una propria carriera indipendente: dai chitarristi Maurizio Solieri e Massimo Riva fino anche al musicista e produttore Guido Elmi.
“Gli Spari Sopra”: il testo è di Vasco Rossi e la musica è degli An Emotional Fish: un gruppo rock irlandese ormai sciolto che anche all’epoca era poco noto in Italia, almeno fino a quello stesso anno (1993), in cui si trovò ad aprire i concerti degli U2 nella loro storica tournée “Zoo Tv Tour”.
La canzone da cui è tratta, che tanto piacque a Vasco da volersene appropriare scrivendoci sopra un suo testo in italiano inedito, personale e completamente avulso da quello originale, si intitola “Celebrate” ed è del 1990. Ovviamente anche la musica fu eseguita ed arrangiata con una sonorità diversa ed ebbe tanto la necessaria approvazione quanto il sincero apprezzamento artistico del gruppo irlandese.
Il suggestivo videoclip di “Gli Spari Sopra”, diretto da Stefano Salvati e realizzato senza alcun risparmio di risorse, energie, tempi e mezzi fu pensato appositamente per il grande schermo: girato su pellicola 35 mm, fu presentato in anteprima in tutte le sale cinematografiche italiane.
Ambientato in un carcere abbandonato di Los Angeles (che ricorda volutamente il penitenziario di Alcatraz, e che per le riprese venne letteralmente messo a ferro e a fuoco), richiese quattro giorni di lavorazione con una troupe di trenta elementi, tutti professionisti americani di massimo livello.
L’elicottero che segue a vista Vasco Rossi sui tetti del carcere e che si destreggia abilmente tra i muri a bassa quota è pilotato da uno degli stunt-man più bravi del mondo, famoso anche per essere stato già “elicotterista estremo” nel cult-movie “Apocalypse Now”.
Perché “Gli Spari Sopra” e non “Gli Spari Contro”?: perché – spiega Vasco – gli spari volano alto: sono per chi ha il coraggio di alzare la testa; sono destinati ad ogni uomo che si arroghi il diritto di camminare eretto, e non sono per quelli che invece mantengono sempre un profilo basso, che strisciano per terra per evitare di inciampare e per non rischiare gli Spari Sopra, appunto.
Gli Spari Sopra Tour ’93 (nel quale ritroviamo anche Andrea Innesto e Alberto Rocchetti): Alla tournée primaverile partita il 15 aprile 1993 nei palasport seguì, su pressione delle richieste del pubblico, una seconda tournée estiva, iniziata il 4 giugno e questa volta destinata agli stadi: spazi più ampi e quindi più idonei a contenere l’oceanico “popolo di Vasco”. Un intero Tour all’insegna del sold out che segue e accompagna il trionfo in classifica dell’album omonimo. Adrenalina a fiumi, energia e pubblico in delirio e un livello di interazione con il pubblico che rende magico ogni singolo concerto, Vasco sfodera prestazioni rock mozzafiato in un turbinio di chitarre elettriche degno della migliore tradizione live delle band americane. Il tour manager è sempre Enrico Rovelli e il direttore di palco è Diego Spagnoli. Dal Tour è stata estratta una raccolta video per la regia di Stefano Salvati (uscita nel 1994 in VHS, poi riversata e rimasterizzata in Dvd nel 2006).
”Lo Show”: è la canzone che apre l’album e che riprende il discorso con i fans esattamente là dove si era interrotto: la conclusione dei sensazionali concerti di “Fronte del Palco” (1990) in cui la spettacolare potenza comunicativa della musica e il senso di condivisione emotiva tra lui e il pubblico avevano raggiunto un livello tale che Vasco stesso non esitò a definire “un’orgia di anime”.
Immancabile la tipica sincerità energetica di Vasco nel suo “manifesto da concerto”: “Per me che conta / soltanto la mia / di solitudine / Per una sera / facciamo che sia / almeno utile!”
“Lo Show” è stata la canzone di apertura dei concerti sia in "Gli Spari Sopra Tour '93" che nel "Rewind Tour '99".
Le prime note riprendono la famosa canzone "Child in Time", in omaggio ai Deep Purple.
L’adrenalinica chitarra elettrica è di Maurizio Solieri, che suona con la sua Fender customizzata.
“Non appari mai”: ancora rock ruvido, nudo, duro, sensuale e crudo per un testo che si scaglia inesorabile e violento contro la confusione moderna tra essere e apparire, ovvero contro la TV, autentica droga pesante del nostro tempo, ricordando alcuni tra i migliori e più provocatori testi di Marilyn Manson (da “The dope show” a “Rock is dead”) e che, conseguentemente, spiega anche l’abituale assenza di Vasco dal piccolo schermo.
“Vivere”: la canzone è stata scritta a Villa Condulmer (villa veneta settecentesca oggi sede di un albergo e di un prestigioso studio di registrazione) da Rossi e Massimo Riva su musica di Tullio Ferro. Suggestivo, poetico e davvero inconsueto l’uso dei violini diretto dal bravissimo Fio Zanotti. L’assolo finale di chitarra, in cui si possono leggere le migliori pagine della storia del rock, è suonato da Steve Ferris. “Vivere” è rimasta nella scaletta di ogni tour fino al 2008 incluso.
Gabri: dolcissima ballata nata anche su ispirazione di “Bella senz’anima” di Riccardo Cocciante.
“Hai ragione tu”: Pino Daniele è alla chitarra e ai cori nella canzone, la cui musica è di Dave Stewart  (ex Eurythmics).
“Delusa”: Tra provocazione e ironia, il riferimento va alle ragazze di “Non è la Rai” di Gianni Boncompagni, il quale equivocò la canzone di Vasco per un atto d’accusa moralista e se la prese a tal punto da concepire e da far cantare alle ragazze, l’anno dopo, una canzone in risposta a Vasco, canzone che però ebbe un successo molto scarso, per non dire nullo.
“Stupendo”: canzone introspettiva scritta magistralmente ed accompagnata da un assolo finale di Andrea Braido che da solo già vale (almeno!) l’intero prezzo del disco.
“Walzer di gomma”: inizia alla Tom Waits e finisce alla Brecht-Weil, interamente concepita e realizzata dal solo Vasco Rossi, è un viaggio poetico in quella peculiare sensibilità che è la follia.
Se è vero o no”: una canzone molto coraggiosa, assolutamente anti-commerciale e straordinaria (come del resto sono anche “Vuoi star ferma!” e “Walzer di gomma”), presente nel singolo ma non nell’album: verrà ripubblicata solo nel 2002 in “Vasco Rossi tracks”. Il pezzo riprende un tema molto insolito per una canzone, eppure già affrontato da Vasco in “La Noia” (da “Vado al Massimo”, 1982), perché parla del rapporto tra la finitezza dell’uomo e l’immaginario infinito dell’universo (“E’ strano, ma per noi, sai… / Tutto l’infinito / …finisce qui!”). L’approccio è sempre poetico, ma questa volta il rapporto tra l’uomo, la consapevolezza della morte e la speranza in un Aldilà viene affrontato, cantato e suonato (con la magnifica chitarra di Maurizio Solieri) come fosse una struggente relazione d’amore: “Se è vero o no / se è tutto qui… / E se è vero che tra noi / è stato bello anche così…”.
Data pubblicazione: 6 febbraio 1993
Dischi: 1
Tracce: 14
Etichetta: Emi
Durata: 64 min. e 52 sec.
Prodotto da Guido Elmi e Vasco RossiProduttore esecutivo: Maurizio Lolli

Classifiche-Anno di uscita:
Miglior posizione raggiunta: #1
Posizione annuale vendite : #1 

Line up
Chitarre: Stef  Burns, Steve Farris, Maurizio Solieri, Andrea Braido, Tullio Ferro, Luca Testoni.
Batteria: Greg Bissonette, Vinnie Colaiuta, Lele Melotti, Daniele Tedeschi
Basso: Randy Jackson, Claudio Golinelli detto “Il Gallo”
Tastiere: Jonathan Cain, Stefano Bertonazzi
Pianoforte e organo Hammond: Ernesto Vitolo
Percussioni: Paulinho Da Costa
Orchestrazione (archi e violini): Fio Zanotti
Cori: Clara Moroni, Carlos Nando Bonini, Silvio Pozzoli
Special guest: Pino Daniele - assolo chitarra e cori in “Hai ragione tu”
Ingegnere del suono: Steven Hart
Tecnico del suono: Maurizio Biancani

Brevi note sui musicisti di oltreoceano:
Gregg Bissonette:  batterista statunitense, è una “macchina da suono rock” provvista di enorme gusto musicale e professionalità ineccepibile; vanta collaborazioni con artisti come Joe Satriani, Duran Duran, David Lee Roth, Toto e Andy Summers.
Randy Jackson bassista americano, cantante, manager e produttore per musica e televisione; è stato giudice nel famoso programma televisivo americano “American Idol” e produttore esecutivo per “American’s Best Dance Crew” di MTV; come produttore è stato vincitore del prestigioso Grammy Awars (l'equivalente del Premio Oscar nel mondo della musica). Bassista dei Journey e session-man in mille dischi, da Bon Jovi a Bruce Springsteen; è uno dei più ricercati bassisti d’America, soprannominato Height Man per la sua bravura nel suonare gli ottavi rock. Nel disco “Gli Spari Sopra” ha usato un basso Peavey a sei corde costruito appositamente per lui.
Jonathan Cain: tastierista statunitense conosciuto per essere il tastierista e il songwriter del gruppo rock Journey.
Paulinho Da Costa percussionista brasiliano considerato uno dei musicisti più prolifici dei tempi moderni. Suonando più di 200 strumenti a percussione, ha partecipato a migliaia di sedute di registrazione, album premiati con Grammy Award, canzoni di successo, colonne sonore, radio e pubblicità televisive.
Steve Farris: chitarrista dei disciolti Mr. Mister, vero maestro nella creazione di suoni. Nel disco “Gli Spari Sopra” ha usato una chitarra Tom Anderson personalizzata.